Edizione '99

Intervista a LEONARDO ZUCCARO

Leonardo Zuccaro è uno di massimi osservatori della cantieristica velica. Giornalista specializzato di grande competenza tecnica e skipper appassionato, la sua esperienza si fonda su centinaia di test e prove di imbarcazioni di ogni stazza e dimensione. Il suo è un osservatorio privilegiato dal quale guardare il mercato della vela e giudicarne lo stato di salute. Quali aspettative per il 1999 della vela?

Leonardo Zuccaro - Aspettative molto buone. Grazie al calo generalizzato dei listini di tutti i cantieri d'Europa sono riaperte le porte alle trattative e il cliente è ben disposto all'acquisto di una barca nuova. L'usato continua a tirare, ma il serbatoio inizia a svuotarsi dopo l'abbuffata degli ultimi anni. Vengo dai più importanti saloni europei, tutti con il termometro della vela rivolto verso l'alto.

Dunque una vela ancora in ripresa?
Leonardo Zuccaro - Il settore della vela è in ripresa ovunque, anche in paesi come l'Italia dove la nautica è dominata dal motore. Ci aspettiamo tutti una stagione molto positiva. Anche i cantieri italiani, dopo aver chiuso un buon 1998, stanno aprendo il 1999 all'insegna dell'ottimismo. I maggiori cantieri hanno consegne già avanzate per molti mesi, molti altri hanno numerosi contratti chiusi, e anche i cantieri di dimensioni più piccole e artigianali denunciano un buon movimento. E' interessante notare che finalmente non si muove più solo la fascia alta (con fatturati alti e numeri ridotti), ma anche le imbarcazioni di dimensioni medio-piccole. E' una chiave di lettura del mercato importante: tutti i cantieri stanno rinnovando la gamma nelle fasce inferiori. Lo scopo dichiarato è di ricreare la base di clientela che è stata per anni il serbatotio vitale del mercato e che si era persa durante la crisi per inseguire i ricavi delle grandi dimensioni. Ora ci si è accorti dell'importanza di avere uno zoccolo duro, una base che possa durare nel tempo. Naturalmente il mercato risente della macroeconomia: se esplode una crisi in Asia o in Brasile o in Russia la gente si interroga e resta in attesa. Ma il dato di fatto è che la vela sta risollevandosi, basta guardare le cifre dei grandi cantieri francesi, che mostrano incrementi esponenziali sui loro bilanci certificati.

Quali sono le principali caratteristiche del parco-barche del mercato?
Leonardo Zuccaro - C'è una differenza tra grandi cantieri e strutture artigianali. I primi lavorano sul programmato, si basano su ricerche di mercato e possono permettersi un grosso parco barche anche inevaso. Una strategia che non possono permettersi i cantieri più piccoli, tra cui gran parte di quelli italiani, che devono lavorare sul sicuro, sul venduto. L'Italia ha perso il treno della cantieristica "nazionale" di vela (nel motore siamo tra i leader), e per potersi riaffacciare sul mercato dei grandi numeri deve scalzare una concorrenza straniera che, approfittando di leggi permissive e aiuti statali, ha ottimizzato le catene di produzione e può offrire prodotti concorrenziali. Sarà difficile ricreare a breve in Italia una struttura competitiva a grandi livelli: ancora oggi il più grande cantiere italiano può arrivare al massimo a livelli produttivi pari al 5% rispetto ai colossi industriali d'oltralpe. Tuttavia dobbiamo perseverare sulla strada dell'artigianato, anche perchè c'è una crescente domanda di personalizzazione delle barche, di prodotti specifici.

Quali aspettative si colgono nell'ambiente per i saloni di primavera e in particolare per il Vela Show di Viareggio?
Leonardo Zuccaro - Sono estremamente fiducioso. Ritengo che ci sia un grande bisogno di saloni specializzati. Anche in Europa si fa strada la specializzazione delle fiere, come dimostra il successo del Mets di Amsterdam, appuntamento sull'attrezzatura rivolto ai soli operatori. C'è spazio crescente per saloni specifici. E gli appassionati di vela, in particolare, sono in cerca di un appuntamento tutto per loro, in cui avere insieme barche, attrezzature, vele... C'è stata molta aspettativa per il primo Vela Show, anche per la grande campagna promozionale, e i risultati sono arrivati, nonostante qualche problema. Ora mi aspetto una risposta positiva all'appello della seconda edizione, perchè l'iniziativa deve procedere e avere successo. E' importante che il Vela Show si differenzi da altri saloni nautici, diventando il vero punto di incontro dei velisti, sviluppando sempre più il lato spettacolare e degli eventi collaterali, uniti all'esposizione, che richiamino i curiosi e gli appassionati. Molta coreografia, sull'esempio francese, incontri con gli esperti, qualche film, conferenze, il coinvolgimento dei personaggi che qualificano una manifestazione e richiamano il pubblico, come ha dimostrato il successo della presenza di Cino Ricci al Vela Show 1998. Credo che tutti gli operatori e le riviste specializzate aspettano con ansia un successo del Vela Show: conviene a tutti!

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